Tre poesie da Blu di Gerardo Novi

9.  Siblings Intanto la mia vita procede (Procede?) accanto alla sua, una parallela sommersa e poi riemersa a sprazzi. La perdita non ha forma, diventa quindi la mia orma, la traccia che mi distingue per lasciare quel sapore in bocca. Quali sono le mie parole? Quali mi identificano? In quali puoi ritrovarmi? Finito, penso Solo, … Continua a leggere Tre poesie da Blu di Gerardo Novi

Tre inediti di Elena Piscopo

Alba Ricordi mammà, le unghie sporche di terra Fotografavo le impronte Radici di mancanze nascoste dietro la porta della mia stanza. Nessuno poteva entrare, tranne la polvere degli anni. Il mio essere si è perso Ingarbugliato senza maniche Impotente, smilzo, scheletrico. L'attesa del silenzio che trova riparo negli angoli spogli. Le macerie avevano i segni … Continua a leggere Tre inediti di Elena Piscopo

Tre poesie di Luigi Pellegrino

Se il vino è sangue di Dio la morte del vecchio  passò sul mio corpo  come un notturno  nelle pance dei gigli  se il vino è sangue di Dio  bisogna ucciderlo per averne ancora  bestemmiava all’amico prete  per tirare indietro il loro tempo  e il vento indossava i limoni  come orecchini, si svestiva  delle nostre … Continua a leggere Tre poesie di Luigi Pellegrino

Tre poesie da Anedonia (o i piaceri scomparsi) di Pietro Edoardo Mallegni

Dietro l’aorta, tra bronchioli neri di tabacco e interne storture della mia schiena, c’è un lazzaretto, pieno di giorni peggiori, crudeli voci e i baci rifiutati delle sconosciute, vuoto, come le terre dove, si dice, nascano le nuove democrazie fatte di gente distrutta. Nel mio incustodito lazzaretto transita un treno, porta insieme grazie e sconsolati … Continua a leggere Tre poesie da Anedonia (o i piaceri scomparsi) di Pietro Edoardo Mallegni

Tre poesie da Ismi di Mirea Borgia

predicavamo il sogno, in riva il simbolo aveva lasciato le vestigia il mare e i morti a cancellare tutto dio si era già confessato orfano eppure, restavamo ancora dritti ‒ di umanità infine ‒ decretando le norme della nostra visione fine dell’umanità, primo punto libera la rotazione di accelerarsi resistiamo alla stagione secca mentre il … Continua a leggere Tre poesie da Ismi di Mirea Borgia

Tre poesie da Craco di Giovanni Magliocco

LUNA-MADRE / STREGA-FALENA A Craco, sotto la Luna-Madre, le donne non partoriscono più,             anche gli specchi             sono luci di pietra. Dietro le volte del Conciaossa             nidifica il nibbio reale. Le erbe officinali hanno messo radici più dell’olivo e del fico e il nostro respiro             è avvelenato             dal giusquiamo. L’atropina              … Continua a leggere Tre poesie da Craco di Giovanni Magliocco

Tre poesie da Spaesato di Luigi Mariani

Verso l’ufficio Sí, come esserci ancora, nonostante. Come respirare piano il passo, giù per Bourke Street, insieme: io, il venditore ambulante e l’operaio stanco, che scava in un tronco il suo riposo. Ritrovare persino lì, nel muso dell’auto che sporge dal muro, nel sole basso sul cantiere, un sole altro, diverso, immutato già sorto da … Continua a leggere Tre poesie da Spaesato di Luigi Mariani

Due poesie di Rosario Cambrea

Grindavík Le doglie all’albeggiare degli incendi islandesi Dai secoli a noi resi, l’aurora delle zolle Legata in reticelle sconosciute alle foglie In riposo sui cieli ho visto, e all’astro nero; Forzo un nodo nel collo ricacciando via il pianto Presentita la faglia sottintesa alle cose. Questo udì anche il vegliardo arrivare al suo letto: Sconforto … Continua a leggere Due poesie di Rosario Cambrea

Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno

Bentornati ad ascoltare gli Echi della Radura, viandanti. Oggi, le parole di una voce d'eccezione che torna con nostro grande piacere sui nostri sentieri: Imperatrice Bruno con una sua poesia da Materia Verticale (Nulla Die, 2024): trovate qui, inoltre, la recensione ad altri suoi testi. Come sempre, la voce di Valeria Pasquarelli ad accompagnare immagini, … Continua a leggere Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno