Vorrei solo non essere… Qua. Provai a nascondermi dalla luce, avevo avuto sempre la paura che in qualche modo avesse potuto coinvolgermi. Giocavo a nascondino con le formiche. Se mi fossi finta inerme, inesistente o anche solo irraggiungibile, forse avrei potuto essere libera. Le urla erano ovattate dalle mura, anche se sottili, e la porta … Continua a leggere Non-Luoghi di Elena Piscopo
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Arrosti di Gianni Romano
Le cose continuarono a rimanere ferme e a non concedere segnali né sospiri. Le cose diventarono facce che, nella guazza di terra e acqua, divennero fango, e poi forme, e per finire pietra lontana, mentre Gabriel esortava la pioggia a riempire la pozza, gli squarci a reagire, a vomitare un segnale per lui, la donna … Continua a leggere Arrosti di Gianni Romano
Durare – Per mantenere un cammino insieme
Un anno fa ci davamo insieme qui sulla Radura un tema da seguire, quello dell’epifania e di una parola che potesse illuminare e disvelare le cose lungo il nostro sentiero. Guardandomi indietro, ora, mi accorgo che senz’altro per me qualche scheggia luminosa è emersa: poche settimane dopo ho scritto di getto Barlumi – che è … Continua a leggere Durare – Per mantenere un cammino insieme
Rintocco di Campana – li sento bisbigliare con Sillabe di Fuoco
Metto il gancio alla porta poi, azionando le levette, serro le persiane della mia stanza e – per sentirmi più sicura – le spingo con tutta la potenza che mi nasce tra le dita per assicurarmi che non si muovano e che nessun vicino, nessuna presenza o spiritello della casa possa disturbare quel momento che … Continua a leggere Rintocco di Campana – li sento bisbigliare con Sillabe di Fuoco
Fermata Lisbona – Alla ricerca del tempo da vivere tra Proust e Pessoa
«Non c’è tempo». Per strada, fuori da un bar, da un locale, la mattina mentre si esce di casa o quando si va a fare la spesa. Una frase che riecheggia spesso nella quotidianità delle nostre vite, o perlomeno nella mia, quella di un trentenne, che forse ha più tesi di lauree che gioie, che … Continua a leggere Fermata Lisbona – Alla ricerca del tempo da vivere tra Proust e Pessoa
Due poesie di Rosario Cambrea
Grindavík Le doglie all’albeggiare degli incendi islandesi Dai secoli a noi resi, l’aurora delle zolle Legata in reticelle sconosciute alle foglie In riposo sui cieli ho visto, e all’astro nero; Forzo un nodo nel collo ricacciando via il pianto Presentita la faglia sottintesa alle cose. Questo udì anche il vegliardo arrivare al suo letto: Sconforto … Continua a leggere Due poesie di Rosario Cambrea
Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno
Bentornati ad ascoltare gli Echi della Radura, viandanti. Oggi, le parole di una voce d'eccezione che torna con nostro grande piacere sui nostri sentieri: Imperatrice Bruno con una sua poesia da Materia Verticale (Nulla Die, 2024): trovate qui, inoltre, la recensione ad altri suoi testi. Come sempre, la voce di Valeria Pasquarelli ad accompagnare immagini, … Continua a leggere Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno
Tre inediti di Le rose e il deserto
Il meglio resta Nel prodotto di scarto Nel pezzo difettoso; La ferita malchiusa È dove le parole Trovano il fuoco esatto Erano giorni sottili, Che il velo della pelle Non nascondeva le vene, Che i nervi erano a vista; Erano giorni di tempesta E di deserto, Che a guardare i passi calpestati Girava la testa … Continua a leggere Tre inediti di Le rose e il deserto
Una poesia di Parnia Abbasi
La Stella Estinta Ho pianto per entrambi per te e per me tu soffi sulle stelle, le mie lacrime nel tuo mondo la libertà della luce nel mio La caccia alle ombre Io e te avremo fine da qualche parte dove la poesia più bella al mondo tace tu inizi da qualche parte a gridare … Continua a leggere Una poesia di Parnia Abbasi
Un accordo di fioritura – il presente come seme del Ritorno
«Pre-sen-te» e nell’attimo stesso in cui lo dico, nell’attimo in cui la mia lingua s’insinua tra i denti, batte sui denti per scandire quelle tre sillabe dalla «natura guizzante»[1] esse sono ormai superate, dei fiori recisi che «nel giardino sul tavolo»[2] giacciono pallidi «per tenera ferita»[3] in attesa della «morte già in atto»[4]. Ecco che, … Continua a leggere Un accordo di fioritura – il presente come seme del Ritorno









