Prufrock non è rimasto nel Novecento. È ancora qui. Non come personaggio, ma come postura gradualmente interiorizzata. In questo nostro stare nel mondo vi è un accomodamento esitante delle ossa, un posizionamento quasi educato e trattenuto che occupa il proprio spazio senza mai reclamarlo davvero: il timore di spostare il nostro baricentro, di disturbare l’universo … Continua a leggere La postura del non sentire – Prufrock è ancora qui
Tag: valeria pasquarelli
Il linguaggio della luce – attraverso Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone
È come se improvvisamente tessiture orchestrali di festa rompessero il silenzio di un paese addormentato, come se una marcia ancestrale che giunge da molto lontano sempre di più si avvicinasse tamburellando, dum… dum…, per affievolirsi – poi – solo dopo un urlo che supera l'umano, un unico urlo acuto e drammatico che – ovattato da … Continua a leggere Il linguaggio della luce – attraverso Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone
Tre poesie da È festa a valle di Valeria Pasquarelli
Io lo vedo questo aggrapparci alle cose, questo incessante rumore che si trascina per timore che il Tempo – di colpo possa tradire tutta la roccia, tutte le fioriture d’agosto. Ma le ombre che dell’oscurità hanno fatto – vita – mai smettono di avvicinarsi alla luce e noi, come luce, a Casa dovremmo tornare. Questo … Continua a leggere Tre poesie da È festa a valle di Valeria Pasquarelli
Rintocco di Campana – li sento bisbigliare con Sillabe di Fuoco
Metto il gancio alla porta poi, azionando le levette, serro le persiane della mia stanza e – per sentirmi più sicura – le spingo con tutta la potenza che mi nasce tra le dita per assicurarmi che non si muovano e che nessun vicino, nessuna presenza o spiritello della casa possa disturbare quel momento che … Continua a leggere Rintocco di Campana – li sento bisbigliare con Sillabe di Fuoco
Un accordo di fioritura – il presente come seme del Ritorno
«Pre-sen-te» e nell’attimo stesso in cui lo dico, nell’attimo in cui la mia lingua s’insinua tra i denti, batte sui denti per scandire quelle tre sillabe dalla «natura guizzante»[1] esse sono ormai superate, dei fiori recisi che «nel giardino sul tavolo»[2] giacciono pallidi «per tenera ferita»[3] in attesa della «morte già in atto»[4]. Ecco che, … Continua a leggere Un accordo di fioritura – il presente come seme del Ritorno
Echi – Una poesia di Gaia Parlato
Per l'appuntamento di oggi per Echi, viandanti, una poesia di Gaia Parlato - già recensita tra gli spazi della Radura - letta e interpretata, come sempre, dalla voce della nostra Valeria Pasquarelli. Buona visione e buon ascolto! Se mi accarezzi mi addormento Si nascondono le mani, la domenica sottoi cappotti, si fanno sparirenelle luci blu … Continua a leggere Echi – Una poesia di Gaia Parlato
Storie di vita – come il Principe guarda oltre il proprio cappello
«Alice guarda i gatti»[1] o, probabilmente, è un coniglio bianco con un orologio da taschino quello che – lì davanti a lei – guarda nel sole «mentre il mondo sta girando senza fretta»[2]: e se, allora, il tempo procede lentamente seguire quell’animaletto dalle orecchie lunghe che – al contrario – corre borbottando non dovrebbe turbare … Continua a leggere Storie di vita – come il Principe guarda oltre il proprio cappello
Echi – Una poesia da Dei ruderi di Giusi Maria Puglia
Nella nuova puntata di Echi, oggi tra le pieghe del bosco della Radura troviamo una poesia di Giusi Maria Puglia dalla sua raccolta Dei ruderi (Affiori, 2024), di recente già recensita sugli spazi di Radura Poetica. Come sempre, la voce della nostra Valeria Pasquarelli ad accompagnare le immagini e la musica: buon ascolto e visione, … Continua a leggere Echi – Una poesia da Dei ruderi di Giusi Maria Puglia
La danza delle Menadi – verso il Canto della Sorgente
Un uomo si Svegliò, si sistemò le maniche troppo libere e sospese della giacca e in quel movimento, in quel viaggio di ritorno della stoffa che si piega su stessa intravide – primo fra tutti – un aggancio di tessuto che avrebbe protetto la Parola fermandola nel tempo ma per farla camminare, trascinare con le … Continua a leggere La danza delle Menadi – verso il Canto della Sorgente
Beth – dirsi le filastrocche per ritornare
Ho sempre avvertito la necessità di afferrare con lo sguardo e con ogni piccolo muscolo ancora impreparato quelle cose che semplicemente sono ed esistono, di comprendere con quei miei occhi di bambina da dove derivasse quel gesto del braccio che si alza per poter avere dall’insegnante il consenso della parola o – ancora – di … Continua a leggere Beth – dirsi le filastrocche per ritornare









