Grindavík Le doglie all’albeggiare degli incendi islandesi Dai secoli a noi resi, l’aurora delle zolle Legata in reticelle sconosciute alle foglie In riposo sui cieli ho visto, e all’astro nero; Forzo un nodo nel collo ricacciando via il pianto Presentita la faglia sottintesa alle cose. Questo udì anche il vegliardo arrivare al suo letto: Sconforto … Continua a leggere Due poesie di Rosario Cambrea
Tag: poeti italiani contemporanei
Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno
Bentornati ad ascoltare gli Echi della Radura, viandanti. Oggi, le parole di una voce d'eccezione che torna con nostro grande piacere sui nostri sentieri: Imperatrice Bruno con una sua poesia da Materia Verticale (Nulla Die, 2024): trovate qui, inoltre, la recensione ad altri suoi testi. Come sempre, la voce di Valeria Pasquarelli ad accompagnare immagini, … Continua a leggere Echi – Una poesia da Materia Verticale di Imperatrice Bruno
Tre inediti di Le rose e il deserto
Il meglio resta Nel prodotto di scarto Nel pezzo difettoso; La ferita malchiusa È dove le parole Trovano il fuoco esatto Erano giorni sottili, Che il velo della pelle Non nascondeva le vene, Che i nervi erano a vista; Erano giorni di tempesta E di deserto, Che a guardare i passi calpestati Girava la testa … Continua a leggere Tre inediti di Le rose e il deserto
Una poesia di Simona Curcuruto
Etna è mia madre. E lava scorre nelle mie vene: incendia. Cenere è mio padre. Resiste alle mie ire. Se dovessimo tracciare una sorta di solco, tra le parole ed i testi di Simona Curcuruto – che torna qui tra le pieghe della Radura con una sua nuova poesia – senz’altro si potrebbe dire come … Continua a leggere Una poesia di Simona Curcuruto
Tre poesie da Introvert di Alessandra Raffin
Com’è chiaro il tempo che passa Su di me Che non mi sono mai mossa Ciò che il tempo di solito fa Ho lasciato che facesse Immobile Anche se a volte Provo ad afferrare Tutto quello che mi sfugge E le strade si riempiono Di viti e bulloni caduti Com’è chiaro il tempo che passa … Continua a leggere Tre poesie da Introvert di Alessandra Raffin
Ritagliarsi un’eredità – partendo da un’intervista a Tolkien
C’è questa intervista alla BBC del 1968 dove Tolkien, discutendo di come tutte le storie create dall’uomo parlino di fondo sempre della morte e della sua inevitabilità[1], improvvisamente e con una naturalezza che ho sempre trovato affascinante – quasi da stregone moderno – tira fuori dal taschino della giacca un piccolo taccuino. All’interno, dice all’intervistatore, … Continua a leggere Ritagliarsi un’eredità – partendo da un’intervista a Tolkien
Echi – Una poesia di Gaia Parlato
Per l'appuntamento di oggi per Echi, viandanti, una poesia di Gaia Parlato - già recensita tra gli spazi della Radura - letta e interpretata, come sempre, dalla voce della nostra Valeria Pasquarelli. Buona visione e buon ascolto! Se mi accarezzi mi addormento Si nascondono le mani, la domenica sottoi cappotti, si fanno sparirenelle luci blu … Continua a leggere Echi – Una poesia di Gaia Parlato
Tre inediti di Jacopo Pignatiello
Alba rossa, o vento o giozza galleggia nel fuoco la laguna sui marmi i ricordi si frantumano la pelle trova sollievo al buio continua a bruciare al sole cerco quegli occhi nei visi mascherati mentre il vuoto pulsa nelle vene e l’abisso mi sorride voluttuoso alla stazione corre uno zaino sembra il suo quello bordeaux … Continua a leggere Tre inediti di Jacopo Pignatiello
Tre poesie da Inquietudine in versi di Emanuela Bregante
Sregolato uomo umano troppo fragile e nel vivere prolisso fra vecchi errori imbruttiti consumati non più originali come le tue aride parole violente depravate, perdonati un poco perdonati ch'è l'unico modo questo di ottenebrare i vizi dell'inquietudine inquieta. Sregolato uomo umano troppo volubile e nel soffrire abisso con la pretesa d'essere un gradino sopra te … Continua a leggere Tre poesie da Inquietudine in versi di Emanuela Bregante
Tre poesie da Argini di Marta Bambi
Discromie come pronunci le labbra rosso d'acero, come le stendi e le chiudi per dirmi d'aprirmi stelo ai sogni perché per consolarmi ci vogliono acqua e sale. La paura s'affanna in dighe di sole. Dov'è che si scompone quand'è che cesserà di eludere il giorno? Se cade annaspa e muore il suo preludio ma serve … Continua a leggere Tre poesie da Argini di Marta Bambi









