Qui pettiniamo
il dolore delle ossa
piegate come ramoscello
da vento di mezza estate.
Guarire carne
prima di introdursi in altra carne:
è questo l’Amore bello
di cui scrivo.
Io lo vedo questo aggrapparci
alle cose,
questo incessante rumore
che si trascina
per timore che il Tempo – di colpo
possa tradire tutta la roccia,
tutte le fioriture d’agosto. Ma le ombre
che dell’oscurità hanno fatto
– vita –
mai smettono di avvicinarsi
alla luce
e noi, come luce,
a Casa dovremmo tornare.
Tu, tu sai la luce
che confusamente mi cresce
ad erba
sugli occhi fitti e chiusi,
sai tutti i respiri obliqui nella sera
imprigionati come rami
all’ombra
e mi accarezzi
– la fronte spoglia –
dieci, infiniti lunghi giorni
finché la terra non si allinea al cielo
e l’umana voce non si tramuta in fruscii.
Con questi testi diamo un benvenuto ufficiale anche a Valeria Pasquarelli nella redazione di Radura Poetica, che collabora con noi come articolista perché – come abbiamo già detto – non c’è presentazione migliore se non attraverso la poesia propria di chi ha deciso di mettersi in cammino in cerca della Radura.
Nei suoi versi qui proposti l’autrice mostra una spiccata capacità di trasfondere i movimenti interiori dell’io nel mondo naturale circostante, fin dentro le sue radici, i suoi rami o i suoi fili d’erba. È soprattutto nell’utilizzo più che maturo di metafore (in particolare) e similitudini che le sue poesie riescono a raccontare il rapporto con il tempo, con l’altro e con sé stessi attraverso i luoghi in cui essi si danno all’esterno, alla ricerca di un’unità con le cose, un accordarsi alla melodia comune del mondo descritto dalle parole disposte in ogni verso.
È in particolare in questo scambio continuo di luce e ombra, di corpo e terra che la poesia dell’autrice riesce a comunicare questo stato di comunione con le cose: l’uso ben bilanciato di un linguaggio tra il quotidiano e l’evocativo e il suo essere inanellato in versi dai volumi irregolari e spesso pausati crea un ritmo fluido che mima, appunto, l’unione che l’io percepisce di volta in volta con le parti della natura alle quali si trova accanto, interagisce, ed esiste assieme. Accogliamo dunque con piacere anche Valeria come viandante nella Radura insieme alla sua voce poetica.
- Paolo Andrea Pasquetti, 24 luglio 2024