Dalla plaquette inedita “Mimiche maceratesi”
LA PIOGGIA DI MACERATA
C’era il rumore dell’aspirapolvere in azione
dentro la mia testa, solo nella mia testa,
lieve, era la sillaba sbilanciata
o il ceffo di due labbra inventate.
Sommesso dal resto che spariva,
ho preso sonno a fatica.
È passato, la pioggia di Macerata
è salvezza,
un cuoricino, scavato dentro un sampietrino,
colmo d’acqua.
Dalla plaquette inedita “Mimiche maceratesi”
«POI COSA CI FAI CON QUESTO?»
Durante le acrobazie della figlia
il sorriso della mamma assetta
il cronometro dei raggi del sole,
ho misurato la mia prudenza,
le ho chiesto della paura, dell’energia,
lei ha risposto, ha argomentato,
incline, finché:
«poi cosa ci fai con questo?»
Ho preso la via della gamba intorpidita,
«allora sei proprio così, un pensatore.»
Ci siamo persi.
Chi pone, chi espone,
l’orientamento del sorriso?
Epilogo del libro inedito “La Sfocatura”
Esiste una condizione comune, un’apparente partecipazione.
È invasiva, una mera illusione, un’effimera conoscenza del tragitto e delle mete passate, (storia) un pensiero non assoluto e privo di licenza.
Ci sono differenti modalità d’ingresso.
C’è chi dice “utilità” e si lascia afferrare dalla corrente aumentando, giorno dopo giorno, il volume dell’appetito.
Altri dicono “remare contro”, l’estremo ticchettio di un orologio fermo.
Vengono chiamati folli coloro che sostengono “il salto” nella speranza di cambiare forma e attracco in un cielo senza sogni e una terra senza spazi.
Ci sono anche gli “indecisi” che si animano di parole mentre vanno avanti e indietro, fuori e sotto, finché, senza forze, si immobilizzano!
È un intreccio e, per quanto lo si voglia dipanare, resta insoluto.
Ecco la bellezza dei nostri pensieri, delle vacanze tradite, delle mattinate infelici, dei pranzi banditi e di tutto ciò che narra, ma non viene raccontato.
Con questi testi diamo ufficialmente il benvenuto a Simone Sanseverinati all’interno di Radura Poetica, che collabora con noi prestando la sua voce per la rubrica Echi e perché, dopotutto, non c’è presentazione migliore che attraverso la poesia propria di chi ha deciso di mettersi in cammino in cerca della Radura.
Già presente in passato su Radura Poetica con altri testi, in questi inediti l’autore porta una sperimentazione ulteriore rispetto al passato. In particolare, nei primi due componimenti, l’attenzione è incentrata quasi su una ricapitolazione interiore – più che una descrizione – della città vissuta attraverso gli occhi dell’io poetico (Macerata, in questo caso) che permette di far affiorare singoli episodi di vita quotidiana nella loro reale essenza, superando la scorza della superficie e legandosi alle sensazioni interne fino a creare un insieme di ritratti, immagini e schizzi, appunto, vividi nella loro assoluta poeticità. L’uso bilanciato del linguaggio, che ricalca nei fatti una quotidianità della parola accordata all’interno dei versi narranti, incastona al meglio i singoli ritratti poetici maceratesi che l’autore osserva attraverso se stesso.
Così anche la riflessione finale presente nell’ultimo testo mostra ancora un’operazione di scavo delle «condizioni comuni», un tentativo di tracciare una rotta nell’intreccio del quotidiano affiancato però dalla consapevolezza dell’impossibilità di districare fino in fondo la trama esistenziale nella quale siamo immersi da sempre. Senza dubbio aspettiamo con curiosità la prossima pubblicazione dei due libri qui proposti e, nel frattempo, accogliamo con piacere Simone tra i nostri viandanti.
- Paolo Andrea Pasquetti, 19 luglio 2024