22.
Feroci s’accavallano
com’avide mosche su tripudi di frutta,
solinghi volteggiano, in schiere
travalicano fiumi, nel dissesto.
Accade il sonno, nei tuoi emisferi
accade, e sprofonda la terra.
26.
Di spazi e pleniluni, si nutre il tuo respiro
di creature solinghe
e temi
il caldo delle mie braccia.
Se all’inceder della notte
ti caggiaron le streghe,
grida allora, scuoti le mie ossa!
Il gatto ti guarderà, con occhi di polvere.
36.
Mi rapii uno spirto,
parimenti vorace, e sofferente
antico spiritello di quelli
che s’annidian nei boschi.
Avrei fiondato il mio sguardo
sul tappeto, di braci ardente,
lapidato
il fluido mortale del dubbio.
Ti muovi
nella me-casa.
Qui su Radura Poetica ritorna con piacere Giorgia Leuratti, già ospite in passato, oggi con tre poesie tratte dalla sua ultima raccolta Sei un mistero blu (Controluna Edizioni, 2023). In continuità con il suo lavoro precedente, in questi testi l’autrice dimostra di volersi mantenere nel solco di un lirismo ben evidenziato e altrettanto ben governato, dalla scelta di termini più elevati, fortemente poetici ed evocativi all’uso deciso di pause all’interno e tra i versi stessi. Il ritmo che ne consegue risulta, così, scandito e corposo durante la lettura, legato dalle numerose assonanze in un procedere ad intervalli regolari nella narrazione poetica.
In tal senso, proprio il racconto che si articola tra un verso e l’altro dipinge, tramite la potenza di immagini arcaiche dove si muovono streghe, spiritelli e gatti silenziosi, un rapporto e dialogo incessante tra l’io e un tu, i quali sembrano quasi avvinghiati in un percorso fatto di volteggiamenti, notturni e braci attraverso cui passare per continuare a dire e cantare la propria storia personale e duale. Insomma, il cammino poetico di Giorgia continua con prove interessanti e noi dalla Radura guardiamo con interesse e rinnovato piacere al suo divenire.
- Paolo Andrea Pasquetti, 7 agosto 2024
Un pensiero riguardo “Tre poesie da Sei un mistero blu di Giorgia Leuratti”