Il Rito del viandante – verso la Radura dell’Essere

Mi piace immaginare questo spazio lucente come un'estensione di braccia e di liberi volteggi d'aria che si incontrano lungo lo stesso cammino per condividere, di volta in volta, quel pane perennemente cocente che poi, briciola per briciola, verrà lasciato lungo il sentiero percorso: per i viandanti di ogni parte del mondo – scoprirlo sarà l'invito … Continua a leggere Il Rito del viandante – verso la Radura dell’Essere

Poesia su carta e poesia social – sulla postizzazione della poesia e perché ne abbiamo bisogno

Se c’è una cosa che è cambiata radicalmente nelle sue forme e realizzazioni, con l’avvento prima di internet e poi, soprattutto, dei social è proprio la poesia. Curiosamente, questo argomento non mi pare venga affrontato nel panorama critico e letterario in genere abbastanza o, quantomeno, abbastanza approfonditamente: dato che qui sulla Radura, insieme a voi … Continua a leggere Poesia su carta e poesia social – sulla postizzazione della poesia e perché ne abbiamo bisogno

Alla ricerca del bello nell’arido vero – il segreto che conduce alla quiete

Ci sono cose che sono più di questa terra, più di questi luoghi a cui vengono assegnati nomi dagli stessi uomini che al principio erano sciolti e indistinti. In noi esiste un passo di zolla che trema al Canto, al richiamo altissimo di un’Unità che però inseguiamo lì fuori, nella lontananza del mondo che non … Continua a leggere Alla ricerca del bello nell’arido vero – il segreto che conduce alla quiete

Benedetta Pilato: elogio al fallimento – una riflessione per saper fallire tra Beckett, Leopardi e Jung

Qui su Radura Poetica, ogni tanto, ci piace uscire dai limiti più ortodossi della poesia e della letteratura per affrontare tematiche un poco esterne come, ad esempio, quelle sportive e trattarle, tuttavia, proprio attraverso un filtro poetico come già ho fatto in passato parlando di Lele Adani agli ultimi mondiali di calcio e di come … Continua a leggere Benedetta Pilato: elogio al fallimento – una riflessione per saper fallire tra Beckett, Leopardi e Jung