Le cose continuarono a rimanere ferme e a non concedere segnali né sospiri. Le cose diventarono facce che, nella guazza di terra e acqua, divennero fango, e poi forme, e per finire pietra lontana, mentre Gabriel esortava la pioggia a riempire la pozza, gli squarci a reagire, a vomitare un segnale per lui, la donna … Continua a leggere Arrosti di Gianni Romano
